di Gianfranco Leonardi
Il maggior numero di primavere al sapor
di vino l’ha vissuto proprio l’Osteria del Sole in Vicolo
Ranocchi, nel ventre del Mercato di Mezzo, dove le strade
portano i nomi degli antichi mestieri. All’epoca in cui in questo
budello si vendevano le rane, l’Osteria del Sole a Bologna c’era
già e si parla del 1465 e dintorni (quasi ben 560 anni fa!)
ancora prima della scoperta dell’America… Difficile da credere,
ma i primi documenti che parlano dell’Osteria del Sole risalgono
proprio al XV secolo. Chissà quante vicende, quante persone
sono passate da lì. Il “Sole” trasuda di storia e trasmette un
senso di rispetto in chi varca la soglia d’ingresso, pur infondendo
familiarità. Sempre viaggiando nella storia bolognese, nel 1712,
lo storico Giuseppe Maria Mitelli, raffigura con un acquaforte
il “gioco delle osterie di Bologna”: 59 in tutto, e “il
Sole” occupava la penultima casella. Questo gioco era simile a
quello dell’oca e per divertimento, si potevano così provare vari
locali e relativi piatti tipici che le osterie offrivano,
anche se la scelta era scarsa, ma ognuna aveva la sua specialità,
tranne al “Sole”, dove il mangiare, ce lo si portava da casa.
L’osteria era, come lo è ancora adesso, luogo di ritrovo, dove si
andava per stare con i propri pensieri o in compagnia, dimenticando
per un attimo, impegni e le fatiche, facendo un viaggio nel tempo,
intorno a un bicchiere di vino, con le gambe sotto agli storici
tavoloni di legno… e dove si parla, si discute e si gioca a carte,
ma anche a quello che si vuole….

Tanti ovviamente le storie, gli
aneddoti e le vicende che hanno visto l’Osteria del Sole quale
scenografia: tra le più curiose, quella del 1879, quando per Bologna
giravano tanti attivisti votati alla causa socialista e, tra di loro,
c’era anche Giovanni Pascoli (ancora non noto poeta).
Leggendo alcuni documenti e rapporti dell’epoca si è giunti alla
conclusione che fu proprio all’Osteria del Sole, dove Pascoli e i
suoi erano soliti riunirsi, che venne arrestato il poeta mentre era
seduto a quei tavoli, con l’accusa di aver aderito alle idee
socialiste…

1945: è da qui che parte la
storia della famiglia Spolaore. Si narra che fu grazie a una
vittoria ciclistica di un componente della famiglia di allora (lo zio
Aldo Canazza) che si poté ottenere la licenza dell’osteria. Da
allora successe nella gestione la nonna Adele, la matrona del
tempio dedicato al vino, una donna di altri tempi. Poi fu Luciano,
suo figlio, che come un geloso custode, tenne le redini del “Sole”
fino al 2009… a questo punto la gestione familiare si trova ad un
bivio. Venuto a mancare Luciano, non si sa che cosa sarà
dell’Osteria del Sole: i beneficiari dell’eredità devono tutti
cambiare mestiere e abbandonare le vecchie vite per il bene del
locale. Per fortuna, lo spirito che animava i predecessori, lo si
ritrova in chi vive il presente. Ed è stato così, che grazie
all’aiuto di alcune istituzioni bolognesi, non senza
difficoltà, i nuovi osti riescono a portare avanti il dolce
“peso” e la responsabilità di un luogo per molti sacro, poiché
quello è un monumento alla vita vissuta ogni giorno, alle persone, e
all’uomo…

Oggi, a indicarne l’esistenza è
un’insegna spartana su cui campeggia una sola parola: “vino”.
Entrando, lo sguardo cade sul banco a mezzaluna di destra, dietro il
quale lavorano il titolare, Luciano e sua moglie Daniela,
su uno spazio rialzato con un tavolo che sta di fronte e sugli
intonaci bruni per il fumo e gli anni. Gli arredi sono ancora quelli
degli inizi ‘900: panche, tavoloni in legno, sedie
impagliate, graffiti alle pareti (lasciati da mani ignote) cartelli
vari, anche di avvisi perentori...

Come sempre, all’ora di pranzo, al
Sole, tutti si tuffano sui loro scartòzin (cartocci) di
affettati, formaggi, tranci di tonno, insalate o semplice
crescenta (sfizioso prodotto da forno tipico della città
petroniana: è una focaccia insaporita con cicciolini di prosciutto,
che si taglia a quadrotti e si gusta al posto del pane, ottima con
l’aperitivo) da accompagnare con quel che la fornitissima cantina
propone in pronta beva. Una delle particolarità del locale è
proprio il fatto che qui si ordina solo vino, mentre cibo e
stuzzichini si portano da casa...

Il proprietario ha fama di burbero, ma
col passar degli anni e con il crescere dell’interesse per
l’osteria, è sempre più propenso a sorridere e a stringere mani.
Per conquistarne la simpatia, è meglio non fare troppe domande,
accomodarsi, ordinare un bicchiere o una bottiglia e lasciare che
siano proprio questi a raccontare chi è Luciano: un oste con
la “O” maiuscola, che ha trascorso la vita tra questi muri -
ormai color tabacco - facendo su e giù tra il banco di mescita e
una cantina sterminata, che arriva a toccare le fondamenta dei
Portici del Pavaglione rivolti su Piazza Maggiore
(quasi 50 metri!). Il vino lo conosce da quando aveva 8 anni e
aiutava il padre a riempire le bottiglie. La sua è una clientela tra
le più varie: gente del vicino mercato, colletti bianchi
e professionisti degli uffici del centro, gruppi di amici
che fanno baldoria e anziani habitué, che non hanno perso il
gusto della partita a carte e del buon bere.
A proposito:
Vini Neri: Chianti Docg –
Gineprone; Lambrusco Concerto – Medici Ermete; Merià Bordolese –
Serpaia di Endrizzi; Merlot-Rodaro; Pinot Nero – Tramin; Sangiovese
di Romagna – Spalletti;
Valpolicella Ripasso – Domìni
Veneti;
Vini Bianchi: Baron de L –
Ladoucette; Chablis 1er Cru “Cuvée Pic” 2005 – Albert Pic;
Chablis-Regnard; Chardonnay – Soligo; Chardonnay-Trebbiano di
Romagna- Spalletti; Friulano – Rodaro; Gewurztraminer – Tramin;
Pinot Bianco – Tramin; Pinot Grigio – Vie de Romans;
Pouilly Fumè – LaDoucette; Ribolla
Gialla – Pitars; Sauternes- Chateau les Justices;
Vini Bianchi Frizzanti: Albana
dolce-Cantina Zanotti protonotari Campi; Metodo Classico Brut
Nature-Rodaro; Metodo Classico Brut Nature Rosè- Rodaro; Moscato
D’asti – Michele Chiarlo; Pignoletto frizzante Doc-Medici Ermete;
Prosecco Treviso Doc – Soligo; Spumante millesimato Brut-Coffele;
Champagne: Blanc de Blancs 2012-
Roedere e Philippe Stark; Blanc de Blancs 2011 – Louis Roederer;
Brut Premiere – Louis Roederer; Cristal 2012 – Louis Roederer;
Demi Sec – Louis Roederer; Rosè 2012 – Louis Roederer et
Philippe Stark;
Vini Liquorosi: Amaro d’Erbe-
Tosolini; Kranebet – Rossi D’Asiago; Grappa – Vite d’oro
Barricata; Madeira- Cossart Gordon; Nocino – Spalletti; Porto
Riserva- Ramos Pinto; Whiskey – Jack Daniel’s;
Birre: Er Boqueron la Blanca;
Menabrea Bionda;Theresianer premium Pils; Theresianer senza glutine;
Theresianer Strong Ale.
Osteria
del Sole
Vicolo Ranocchi, 1/d
Bologna BO
Dal
Lunedì al Sabato
dalle 11.00 alle 21.30
Chiuso
la Domenica
Tel.:
347 968 0171
www.osteriadelsole.it
info@osteriadelsole.it